Sul panopticum domestico ed altri attentati alla privacy prima che sia l’alba

Il mio bioritmo è cambiato un’altra volta nel corso di pressapoco due settimane di tempo. Sveglia dalle 7 del mattino, contro qualsiasi abitudine esistenziale.
E, giá rileggendo la frase anteriore di questo stesso post, mi rendo conto del triste inganno di cui mi sto parlando: frasi baldanzose tipo cambio di bioritmo e cazzi e mazzi. se neanche credo che il bioritmo esista.
fuck funzione fatica che ti permette iniziare a scrivere un post.

sinceramente e disperatamente era la ricerca di quel minimo sindacale di spazio-tempo esistenziale per farmi i cazzi miei senza avere nessuno tra i coglioni.
Giá.. ma l’eccesso di musica e la mia incredibile torpeza mi impediscono di conquistarmi il bramato istante.
Il mio onnipresente boyfriend s’è svegliato e giacchè, por lo que parece, lui è molto piú aggraziato e silenzioso di me, mi ha fatto un agguato appostandomi alle mie spalle mentre scrivevo una mail.
Non so perché tutto d’un colpo è ritornata una rabbiosa sensazione adolescenziale.
Di mia madre, con la sua pretensione di essere l’onniscente panopticum domestico, ed il mio diario segreto.
O sempre me medesima che mi portavo il cellullare anche al bagno per non lasciarlo mai incustodido.
E non che allora ne ora sia la custode di chissà quali templari segreti, pero suppongo che il diritto nel porre un limite che stabilisca dove inizia il mio privato contribuisca a definire il concetto di persona.
E non solo il privato in se, con tutte quelle annotazioni pseudolegali di privacy etc, ma esattamente stabilire e difendere con le unghie e con i denti la sfera in cui si sviluppano i cazzi miei.
Come la boccia rosso, che è del pesce rosso e basta e neanche sembra tale gran conquista.
Ebbene si. posso concludere che all’interno di uno stile di vita pseudo familiare (che possa essere una relazione di coppia, o genitoriale, o qualsiasi altra forma che ti faccia supporre che condividiate qualcosa di piú che l’affitto), la boccia di pesce sia una, se non LA conquista.
E che cazzo, mi sono svegliata alla sette, per godere del gusto di simulare un spazio di solitudine, di lasciare i miei pensieri rimbalzare sulle pareti della mia boccia, vedere il mondo deformato dall ‘interno di un vetro bombato.
E no, neanche questo è valso. Sei giá dietro di me, chiedendomi cosa faccia e cosa non faccia, perché abbia chiuso con incredibile mancanza di grazia la finestra del mail.
..

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