arte y neurociencia

En este video
http://ag3.griffith.edu.au/sites/default/files/Player.swf
Shaun Gallagher presenta su teoria sobre arte y mirror neurons en respuesta a la teoria de Gallese y Freedman. Su idea se basa en la teoria que la percepción estetica sea un “I can not”, o sea un respuesta kinestetica- anticipatoria a un affordance que no se puede realizar.
Por alguna razón remota este concepto se vincula en mi cerebro al concepto se sublime de Kant: “il sublime è quel sentimento di contraddittorio di attrazione-repulsione che nasce con l’inadeguatezza dei nostri mezzi concettuali a comprendere l’assolutamente grande”.
Indipendentemente dai miei link cerebrali, se la risposta estetica é un “I can interact with this thing”, entonces como situamos toda el arte interactivo?
Qué estado de ambiguedad necesita una obra interactiva para ser en el mismo tiempo un “I can” y un “I can’t”?

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